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Johnny Mox - Obstinate Sermons [LP] V4V021 [SOLD OUT]


Band(s): Johnny Mox

DESCRIZIONE

Vinile 180 grammi trasparente. 
LP 180gr. trasparent


DICONO DI NOI

"È un po’ come un poeta del ‘500 italiano, il reverendo Johnny Mox. 
Inserito appieno all’interno di un canone (tra l’altro, inventato da lui), ma nello stesso tempo attento a lavorare di cesello, ad apportare modifiche, a sperimentare sulla forma e sul modello. 
A riprendere il discorso e spostarlo dall’asse intorno a cui ruota, senza per questo perdere in identità e, anzi, guadagnandone in personalità. 
Personalità che è debordante, tra l’altro, se ancora vi fosse ombra di dubbio. Uno che prende il suo esordio We=Trouble, una piccola bomba di sermone più human beat-box, più anthem, più mille altre cose messe insieme, e lo stravolge lavorando spesso sul materiale di allora (la sperimentazione di Ex Teachers o gli indizi sparsi nell’opener They Told Me To Have Faith And All I Got Was The Sacred Dirt Of My Empty Hands) è un personaggio di quelli con la “p” maiuscola. 
Uno in grado di ripetere l’esperimento dell’esordio in solo, aggiungendovi una backing band che suona pesante (dal vivo sono i Gazebo Penguins, è cosa nota ormai, ma qui troviamo Andrea Sologni al basso, Mirko Marconi alle chitarre e il sitar di Alessandro De Zan degli In Zaire in una traccia) ed elaborando un disco che è totalmente anni ’90 – vedi alla voce crossover, un tempo fiore all’occhiello di molti, oggi vergogna nascosta negli armadi a fare il paio con mille altri scheletri che è meglio non indagare – senza suonare affatto anni ’90, è un piccolo genio. 
Il più “metallone” tra gli hip-hoppers (si può definire così o è riduttivo? Certo che lo è, perché Mox è un frullatone di gospel, spiritual, rime a incastro, flow inarrestabile, ecc.); il più folle tra i predicatori che hanno venduto al pari dei famosi bluesman pre-war l’anima al diavolo al famoso crocicchio – guardatevi la copertina e ditemi se non è un gioiello di quelli da rimanere a bocca aperta – ma che il blues lo passa sotto i macchinari punk; un nero travestito da bianco curioso e onnivoro come una scimmia, capace di rielaborare millemila input in una forma tremendamente personale". Stefano Pifferi per Sentire Ascoltare 

"...un’attitudine così positiva nei confronti della musica si trova una volta su cento, e se il disco riesce in ogni caso a risultare più ricco e maturo dei precedenti, senza perdere quell’aura di freschezza che spesso caratterizza i debut e va a perdersi col tempo, io non posso che ringraziare. È per gente come Gianluca Taraborelli che ascolto ancora la musica che esce in Italia". Bjorkodio


CREDITS

“Obstinate Sermons” è il secondo disco di Johnny Mox. A due
anni dall'esordio "We=Trouble", il nuovo lavoro dell'artista
trentino coniuga gospel, spirituals, spigolosità punk e
sperimentazione con un carica espressiva senza precedenti. Un
lavoro interamente incentrato sul tema dell'ostinazione, la
determinazione costante a non arrendersi davanti alle macerie di
un paese che si sgretola.
Registrato da Andrea Sologni (Gazebo Penguins) all'Igloo Audio
Factory, Obstinate Sermons esce in Italia per Woodworm /
Audioglobe e vede la collaborazione di Alessandro De Zan (In
Zaire, Orfanado) al sitar nella traccia più visionaria e psichedelica
dell'album. Il disco contiene anche uno scritto inedito del
cantautore Andrea Casali, in arte Caso.
Con tre dischi alle spalle, due tour europei, un tour americano e
centinaia di concerti in tutta la penisola, Johnny Mox ha
sviluppato negli anni uno stile personalissimo, con un sound che
ruota prevalentemente intorno allo strumento della voce: sia che
sia utilizzata per costruire incastri corali che ricordano la
tradizione spiritual, sia che venga declinata nella dimensione
ritmica del beatbox. Ai comandi il polistrumentista Gianluca
Taraborelli: un castello di voci, percussioni, pedali e
armonizzazioni accatastati con cura minuziosa l'uno dentro l'altro.
Spirituals ossessivi per punks in cerca di redenzione, soul con le
borchie, milioni di voci intrappolate nella gabbia toracica in grado
di gonfiarsi e crescere e divorare cavi e amplificatori.
Dopo aver condiviso lo split “Santa Massenza” (Woodworm / To
lose la Track, 2014) Johnny Mox e Gazebo Penguins si
ritroveranno di nuovo assieme sullo stesso palco per il tour a
supporto di “Obstinate Sermons”. I Pinguini dunque, conclusa la
tournee di “Raudo” dopo quasi due anni di concerti senza sosta e
126 date, metteranno da parte le loro canzoni per vestire i panni
della backing band del Reverendo Mox, per un set che si
preannuncia incendiario e pieno di sorprese.