[V4V001] Albedo – Lezioni di Anatomia – RISTAMPA

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Descrizione

Ad un anno di distanza dal precedente “A Casa”, gli Albedo si avventurano in un concept originale, affascinante ed allegorico, un lavoro intimo e introspettivo, ma al cui interno ognuno può allo stesso tempo abbracciare un pezzo proprio, una particella di vita rimossa con precisione chirurgica, un frammento di esperienza ricucito sulla pelle per guarire il presente e costruire un futuro migliore.
La nostra vita raccontata da chi la vive davvero. Le emozioni, i sentimenti e gli episodi di tutti i giorni visti dalla prospettiva unica e privilegiata degli organi del corpo umano.
È questo lo sfondo su cui nasce “Lezioni di Anatomia”, il nuovo album degli Albedo, uscito il due Aprile 2013 su V4V-Records.

Gli Albedo vengono da Milano, non sono più tanto giovani e scrivono solo concept album. Di difficile inquadratura artistica, spaziando dal pop d’autore al post rock con venature emo, si distinguono anche e soprattutto per i testi vicini al cantautorato, ma senza eccessivo citazionismo.

Dopo due dischi auto-prodotti, nel 2013 il loro nome rimbalza ovunque con il terzo album Lezioni di Anatomia (firmato dall’etichetta V4V-Records), una profonda ed originalissima analisi sulla vita dal punto di vista degli organi del corpo umano. I sentimenti raccontati da chi li vive davvero. Il disco è universalmente riconosciuto da pubblico e critica come uno dei più belli dell’anno, tanto da uscire dai confini dell’underground. Rumore, Rockit, l’universo di blog e siti musicali e perfino Grazia contribuiscono a creare un enorme “piccolo” successo che li erge a band rivelazione dell’anno.

Hanno suonato in tutta Italia, partecipando a manifestazioni nazionali, tra cui due edizioni del Miami (2012 e 2014), di cui l’ultima sul palco principale. Hanno condiviso il palco con: Niccolò Fabi, Ministri, Diaframma, Paolo Benvegnù, Giorgio Canali, Moltheni, Zen Circus, Brunori Sas, Gionata Mirai, Sick Tamburo e tanti altri artisti.

METROPOLIS, il loro quarto album in studio, è uno dei dischi più attesi del 2015. Verrà prodotto dal Massive Arts Studios (vedi alla voce Fratelli Calafuria, Nadar Solo) di Milano.

“Un lavoro impegnato a livello intellettuale ma fluido dal punto di vista musicale.Una conferma (l’ennesima ormai) della bontà del progetto artistico.” 7/10 Fabio Guastalla Mucchio Selvaggio Marzo 2015

 
“Il disco va vissuto di fila e preso interamente, senza pause o resistenze alla carica emozionale: è il concept, bellezza”. 7/10 Maurizio Blatto per Rumore Marzo 2015
 

“Davvero bravi. Una realtà del panorama alternativo italiano” Alessandro Bonetti per Rockerilla 

 
“Gli Albedo sono più volte riusciti a dare vita a produzioni interessanti, soprattutto con il precedente album, “Lezioni di anatomia”, e convincono definitivamente con questo ultimo “Metropolis”. Qui riescono a quadrare il cerchio nello stesso terreno in cui invece molti gruppi italiani faticano”.   Disco della settimana per Rockit Tutta Roba Italiana
 
“Gli Albedo hanno di nuovo alzato l’asticella”. Troublezine
“A questo lavoro non manca assolutamente niente, è compatto, ispirato, originale e ha di fondo un’idea ambiziosa, quella di creare un concept  sull’esistenza. Giù il cappello di fronte a uno dei dischi italiani dell’anno”. SHIVER WEBZINE
 

“Il disco è una perla di grande valore che sicuramente va coltivato e fatto maturare ai primi soli della primavera.
Da avere e comprare. Punto”. Impatto Sonoro

“Gli albedo si dimostrano per l’ennesima volta una certezza irrinunciabile”. La Musica Rock

“Forse anche Herr Fritz Lang in persona sarebbe contento di ascoltare questo Metropolis, che si candida probabilmente a diventare uno dei dischi italiani più interessanti di questo inizio 2015”.ROARMAGAZINE

“Una band all’apice della propria creatività, dotata di un repertorio già importante, una grande sicurezza nei propri mezzi ed una identità forte” 8/10 Indie-Roccia

“Ci troviamo di fronte a un qualcosa di personale e assolutamente valido. Una band più che pronta a dire la sua a livello nazionale”8/10 IYEZINE

“Un disco interessante, che forse non spingerà in avanti di un decennio la musica italiana, ma certamente può rappresentare un punto d’arrivo per gli Albedo e un termine di paragone per tutti quelli che restano convinti che anche in Italia possa trovare spazio un pop più impegnato e artisticamente valido”. DISCO RACCONTATO SU DLSO

“Il Rock degli Albedo non sembra affatto volersi attardare su strade già percorse, e con radici sonore ben piantate si dimostra capace di trovare ogni volta il modo giusto per raccontare una nuova fase. Buon per tutti, compresi noi”. 7,5/10 Rockambula

“Il nuovo disco degli Albedo è  un tuffo libero, spaventoso ma irresistibile. Un tentativo di affrontare i massimi sistemi, la natura dell’Uomo, la saggezza degli anziani, l’immobilità italiana, con la costante sensazione che non ci sia più la terra sotto i piedi, di essere oramai già nel vuoto, pronti ad essere inghiottiti”. BRUTTOMESKI

Se questo viaggio ideale rappresenta anche il percorso artistico della band possiamo dire che per loro il traguardo verso importanti risultati non è poi così lontano, a patto che i ragazzi una volta arrivati non si perdano nei meandri dell’enigmatica e tentacolare città di Metropolis”. Mola Mola.


 “Finché ci saranno gruppi come gli Albedo, c’è speranza. Speranza vera, non come quella spesso fuorviante della metropoli”. 8/10 WILDWOOD

Con questo lavoro gli Albedo si sono fatti la domanda più difficile che possa esistere, “chi sono io, da dove vengo, dove stiamo andando?”, interrogazione fatta fin dall’antica Grecia, dove filosofi, studiosi ed intellettuali hanno provato a darsi una risposta sensata”. MUSICALT

“Dopo aver girovagato per il corpo umano dandoci nove preziose Lezioni di Anatomia gli Albedo sono alle prese con un diverso tipo di viaggio, le risposte non vengono più dagli organi interni ma dalle relazioni con gli altri e la città che tutto fagocita. QuestaMetropolis che odia e viene odiata, che spezza lo spirito e ti fa sentire un automa, che annebbia i ricordi. Dieci tappe di un viaggio in realtà senza meta perché “l’importanza del viaggio non è solo arrivare”. The Breakfast Jumpers

“Gli Albedo sono forse l’incarnazione più compiuta di quell’alt-rock di stampo cantautoriale presente nei già citati Elettrojoyce, o nelle pagine più plumbee di Riccardo Sinigallia, fino ad artisti come Marco Notari. Attendiamo con ansia il prossimo concept”. 4/5 Rocklab

“Un disco che può essere interpretato su due livelli: un racconto semplice, ma non per questo non ben interpretato e scritto; un messaggio d’allarme per la società odierna, tendente sempre più a una visione autoritaria, alla censura del diverso, alla morte della creatività.La cultura che vuole salvare la cultura stessa”. Avison Magazine

“Gli Albedo hanno aggiunto un importante tassello al mosaico e con questo lavoro si confermano una delle realtà più  qualitativamente interessanti della scena indipendente nazionale”. Rock And More

“Probabilmente una soluzione definitiva ai nostri quesiti esistenziali non la avremo mai, ma la maniera in cui “Metropolis” cerca continue conferme suona quanto mai umano e legittimo. Proiettato nel futuro, ma terribilmente attuale”. STORDISCO 4/5

“Metropolis è un disco affascinante, in cui ci si perde volentieri tanto fra le pieghe del viaggio del protagonista quanto fra le note che ne costituiscono il tessuto sonoro, il tutto avvalorato da frasi ad effetto che sono tutto tranne che semplicistiche…” AsapFanzine

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Registrato in presa diretta e mixato da 
Adel Al Kassem al Massive Arts Studios di Milano e masterizzato da Alberto Cutolo al Massive Arts Studios anche grazie a Fabrizio Grenghi.
Scritto, suonato ed arrangiato da 
Raniero Federico Neri – voce, chitarra, piano, sinth.
Gabriele Sainaghi – basso, voce, percussioni.
Luca Padalino – chitarra, lapsteel.
Ruggiero Murray – batteria, percussioni, programming.
Il brano “Stomaco” deve fare i conti con “A Day in the Life”.
Prodotto da
V4V e Albedo in collaborazione con Inconsapevole Records
Illustrazioni a cura di
Erbalupina.
Stampa e serigrafia
Legno